I consigli di Paolo sull’alimentazione dei Pulli

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Il periodo dell’allevamento dei pulli, come pure quello di preparazione dei migliori soggetti alle mostre, rappresenta per ognuno di noi motivo di grande apprensione e di forti emozioni.
La maggior parte degli allevatori, quando sopraggiunge il momento della gestione delle nidiate, modifica completamente l’alimentazione somministrando dei pastoncini molto ricchi di proteine. Questa scelta fatta in maniera indiscriminata può essere molto dannosa e deleteria ai fini riproduttivi ed ora cerco di chiarire meglio e motivare questa mia convinzione: come già spiegato sui grafici della somministrazione delle vitamine, durante il periodo che precede la riproduzione dei soggetti , non si deve incrementare la percentuale di proteine e di grassi, ma è necessario supportare questo momento con un “supplemento” di vitamine (soprattutto E ed AD3E) . Questo fintanto che ci rendiamo conto che i soggetti , in particolare i maschi, sono in grado di fecondare le uova. Un eccesso di grassi e proteine, in particolare per specie allevate in gabbia, può vanificare ogni nostro sforzo.
Faccio tali premesse per suggerire agli allevatori interventi mirati, ovvero : fornire un’alimentazione con un’incrementata quantità di proteine solo laddove ci sono i pulli da far crescere e mantenere un livello proteico più basso, massimo 16%, con un integrazione vitaminica nel caso la coppia non abbia ancora deposto.
Anche tra una cova e l’altra, dopo che i pulli sono stati svezzati e che hanno goduto di uno sviluppo o accrescimento omogeno fino all’involo, è utile controllare la quantità di adipe dei maschi, soffiando sul ventre, per poter controllare l’eventuale eccessivo ingrassamento in genere dato dalle proteine in eccesso durante l’imbecco i piccoli. Nel caso che questo accada, si deve togliere il maschio e metterlo in una volieretta a parte, magari con altri maschi, in modo tale che faccia più movimento e perda grasso.
Troppe volte infatti ci giungono quesiti, in cui si chiedono chiarimenti su come mai la prima covata era buona e la seconda invece no, (uova chiare).
Si faccia anche molta attenzione quando si tolgono i giovani dai genitori: non metterli subito con gli altri giovani, magari più maturi, perché c’è il rischio che vengano in qualche modo “prevaricati” e quindi inibiti a mangiare dagli altri più “scaltri”. Questo eventuale stress potrebbe portare alla coccidiosi.
L’eventuale colorazione deve cominciare entro i 35 giorni di vita (non oltre), altrimenti inizia la prima muta e la colorazione non sarebbe più uniforme soprattutto nella zona delle spalline.
Per chi dovesse far uso di balie sia per allevare canarini che carduelidi, tenga presente che le stesse balie vanno alimentate ovviamente con il cibo previsto per la razza di appartenenza dei pulli.

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